L’indagine di Eurobarometro lascia spazio a diverse interpretazioni e i dubbi giuridici persistono

È stato pubblicato il rapporto 2019 di Eurobarometro relativo alla sicurezza alimentare nell’Unione europea e alcune implicazioni riguardano la legislazione alimentare. Come dato generale, i principali fattori che condizionano l’acquisto degli alimenti dei cittadini dei Paesi membri sono: la provenienza (53%; per gli italiani il 62%, mentre i francesi arrivano al 71%), il costo (51%; con portoghesi, lituani e inglesi abbondantemente sopra la media per attenzione al fattore prezzo), la sicurezza alimentare (50%; con ciprioti, maltesi, ungheresi e greci sopra la media), il gusto (49%; solo i polacchi sembrano particolarmente attenti a questa caratteristica), la composizione nutrizionale (44%; con gli olandesi molto interessati e gli italiani, sostanzialmente in media Ue, al 42%), il benessere animale e gli aspetti etici (19%; in Italia il tema interessa al 20% degli intervistati). L’informazione sui rischi alimentari arriva dalla televisione per il 69% (gli italiani sono al 68%, quindi in media europea), via internet per il 46% (con un picco per i Paesi Bassi), dalle riviste per il 38% (con punte maggiori per svedesi e finlandesi) e dal passaparola per il 37%, ma con differenze importanti per fascia di età. A seguito dell’acquisizione di informazioni sulla sicurezza degli alimenti, il 66% degli intervistati ha cambiato i propri comportamenti di consumo: il 33% in maniera permanente (il 26% in Italia) e un altro 33% per un tempo limitato (35% in Italia).

continua…

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