Al decennale dell’inaugurazione del primo Eataly, il patron si focalizza sugli obiettivi futuri e sull’importanza di «conoscere ciò che ci nutre»

Oscar Farinetti all’Eataly di San Paolo

Aprire un Eataly in ognuno dei 194 Paesi del mondo, per esportare il vero made in Italy e la cultura dell’autentica cucina del Belpaese. È l’obiettivo di Oscar Farinetti, patron e fondatore di Eataly. Sa che non riuscirà a realizzare questo sogno nell’arco della sua vita, ma è sicuro che si avvererà. «Ci arriveremo senz’altro – dichiara a Pasta&Pastai a margine della conferenza stampa di Torino “La tradizione nel futuro”, voluta per festeggiare i dieci anni dall’inaugurazione del primo Eataly, al Lingotto – perché la curiosità e il desiderio di gustare il sapore dei cibi italiani autentici accomuna gli abitanti di tutto il pianeta».
Il percorso è ancora lungo ma, in dieci anni, Eataly ne ha fatta di strada, arrivando a contare 38 store in una dozzina di Paesi – Italia compresa – a fatturare oltre 500 milioni di euro l’anno e a dare lavoro a 6 mila persone.

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