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Food investing: c’è anche la pasta

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Non è la prima volta che una persona nota ai media sceglie di investire nel settore agroalimentare, nello specifico in quello pastario. Il riferimento è alla campionessa olimpica Federica Brignone che ha recentemente deciso di investire in un brand di pasta fresca, con tanto di ristoranti.

Ma per quale motivo la pasta – fresca o secca che sia – si sta dimostrando, ormai da qualche tempo, un’opportunità di investimento?

Per una prima e non esaustiva risposta alla domanda, si potrebbero riprendere le considerazioni di Cosmo De Sortis nel suo articolo sull’ultimo numero del 2025 di “Pasta&Pastai”, per cui il settore pastario “sta attuando una complessa e graduale manovra di riposizionamento anagrafico del prodotto nei principali segmenti dei mercati di sbocco”.

A questa riflessione, va poi aggiunto che la pasta è molto più di un alimento: è convivialità, invito alla socialità, icona del Made in Italy e pilastro fondamentale della dieta mediterranea. Senza dimenticare che il recente riconoscimento Unesco della cucina italiana ha dato un’ulteriore spinta in termini di mercato al prodotto.

Insomma, al di là delle critiche che questo alimento riceve – peraltro spesso infondate o meglio fondate sull’ignoranza di che non sconosce il processo produttivo della pasta -, esso continua a destare l’attenzione dei più.

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