Il 2025 si chiude con un nuovo record per le esportazioni dei distretti agro-alimentari italiani, che sfiorano i 30 miliardi di euro di vendite sui mercati esteri, il 4,1% in più (quasi 1,2 miliardi) rispetto a quanto realizzato nell’anno precedente. Tra le dieci filiere monitorate, ben 7 chiudono il 2025 in crescita, fanno eccezione la filiera vitivinicola, quella dell’olio e quella del riso.
Il peso delle esportazioni
Il contributo più importante in termini di incremento delle esportazioni viene dalla filiera agricola, che nel complesso realizza oltre 4,6 miliardi e contribuisce a oltre 500 milioni di incremento sui mercati esteri (+12,3%). Tutti i distretti che la compongono chiudono il 2025 in crescita, risultati particolarmente lusinghieri per l’Ortofrutta romagnola (+17,4%), le Mele dell’Alto Adige (+14,6%) e la Nocciola e frutta piemontese (+28%)
Segue per contributo alla crescita la filiera del lattiero-caseario, con oltre 2,9 miliardi di export e una crescita di 346 milioni (+13,5%). Tra i distretti monitorati, si distinguono il Lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale (+16,6%), la Mozzarella di bufala campana (+12,7%) e Lattiero-caseario di Reggio Emilia (+19,6%). Bene anche il Lattiero-caseario parmense (+9,8%); chiude in lieve calo solo il Lattiero-caseario sardo (-1,9%), appesantito dalla dinamica sul mercato americano, principale sbocco di destinazione per il distretto (-3,1%) solo in parte compensata dal forte incremento verso l’Australia (+79%).
Risultati lusinghieri anche per la filiera della pasta e dolci, che supera i 5,5 miliardi di esportazioni, con un incremento di 318 milioni rispetto al 2024 (+6,1%).
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