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Pasta siciliana, una filiera che costruisce il futuro

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La Sicilia produce da secoli grano duro. È una delle grandi culle mediterranee della cerealicoltura e continua a rappresentare uno dei territori più vocati d’Europa per la coltivazione della materia prima che costituisce il fondamento dell’industria pastaria italiana. Eppure, oggi più che mai, la competitività non si misura soltanto in tonnellate raccolte o in ettari coltivati. Si misura nella capacità di costruire filiere organizzate, riconoscibili e capaci di generare valore.

È questa la riflessione che ha attraversato la seconda edizione delle “Giornate della Pasta Siciliana”, svoltasi il 4 giugno 2026 a Villa Airoldi, a Palermo, sotto il titolo “La pasta siciliana, eccellenze produttive nei nuovi scenari mondiali”. Una scelta non casuale: il tema del convegno ha infatti posto l’accento sul rapporto tra identità territoriale e competizione globale, individuando nella valorizzazione della filiera una delle principali sfide per il futuro del comparto.

Promossa dal Distretto Produttivo Cereali Sicilia e dal Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, con il sostegno della Regione Sicilia, l’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della ricerca, dell’industria molitoria, dei pastifici, della distribuzione organizzata e della ristorazione, offrendo una fotografia particolarmente interessante delle dinamiche che stanno interessando il settore.

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