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2024 in accelerazione per la pasta

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La netta flessione della domanda alimentare interna e la sostanziale stagnazione del commercio internazionale che hanno caratterizzato il 2023 si sono riflessi inevitabilmente sulla dinamica della produzione industriale. L’industria alimentare ha chiuso l’anno così con un calo del -1,6% sul 2022. Che è un trend deludente, ma comunque migliore della dinamica registrata a livello complessivo dall’industria italiana, che ha segnato a consuntivo un -2,6%.

In questo contesto, la pasta si è difesa, ma non ha fatto eccezione al diffuso appannamento congiunturale. La produzione pastaia nazionale ha registrato infatti, in chiusura 2023, un calo del -3,7% sull’anno precedente, leggermente più pesante di quello dell’industria alimentare aggregata, a contrappeso – si direbbe – del passo generalmente più brillante mostrato dal comparto negli anni precedenti. L’apertura del 2024 ha comunque riportato in asse il trend produttivo. Nel primo bimestre del nuovo anno, la produzione pastaia ha registrato un +2,0%, che ha superato il rimbalzo del +1,1% registrato a fianco dall’industria alimentare nel suo complesso.

In effetti, in avvio del nuovo anno la domanda alimentare interna e quella internazionale hanno lasciato alle spalle il punto di svolta inferiore, portando un soffio di aria nuova sui mercati. Ma, accanto al mercato interno, anche e soprattutto le esportazioni sono ripartite. In proposito, va ricordato che, sui 12 mesi 2023, la pasta ha raggiunto una quota export pari a 4miliardi103milioni di euro, con un +3,6% sul 2022, cui si è affiancata una flessione in quantità del -1,9%. Ebbene, nel gennaio 2024, il comparto ha registrato un deciso cambiamento di passo, con una quota di 351,1 milioni, che ha significato un +10,8% in valore e un +14,1% in quantità.

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