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Pasta: prosegue l’incubo del caro prezzi?

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Gli ultimi indici registrano che i “prezzi alla produzione” della “pasta, cous cous e prodotto farinacei simili”, secondo la definizione Istat, nel confronto gennaio 2023-maggio 2023 (ultimo mese
disponibile) sono diminuiti del -0,3%. A fianco, i “prezzi al consumo” della “pasta e cous cous” nel confronto gennaio 2023-giugno 2023 (ultimo mese disponibile) sono aumentati del +2,6%, mentre sul gennaio 2023-maggio 2023 sono cresciuti del +2,0%. Se si effettuano i confronti tendenziali sugli ultimi 12 mesi, emerge che i prezzi alla produzione della “pasta e cous cous” sono aumentati sull’arco maggio 2022-maggio 2023 del +4,7%, mentre i prezzi al consumo sono cresciuti, sul maggio 2022/23, del +13,5% e, sul giugno 2022/23, del +12,1%.

Insomma, pur cambiando i periodi di riferimento e fuor da ogni polemica di filiera (stante il periodo fluido e complesso che essa vive al suo interno), emerge un fenomeno chiaro: i prezzi franco fabbrica della pasta hanno mostrato trend inferiori nei confronti di quelli al consumo. Per cui, le polemiche sui trend elevati dei prezzi del prodotto sugli scaffali, che a metà luglio si sono concretati anche in confronti ministeriali in proposito con i produttori, appaiono fuori centro. Ma è tutto il mondo del “food and beverage” che è coinvolto impropriamente nelle polemiche attorno all’inflazione. Va aggiunto infatti che, a livello generale, i “prezzi alla produzione” dell’industria alimentare aggregata sono rimasti del tutto stazionari nel confronto gennaio 2023-maggio 2023, segnando un +0,0%. E questo mentre, in parallelo, i “prezzi al consumo” dei “prodotti alimentari e bevande analcoliche”, nel confronto gennaio 2023-giugno 2023, sono aumentati del +4,4% e
quelli delle “bevande alcoliche” del +2,6%. Sull’arco più ampio degli ultimi dodici mesi, ovvero sul maggio 2022-maggio 2023, emerge che i “prezzi alla produzione” dell’industria alimentare sono aumentati del +7,4%. A fianco, i “prezzi al consumo” dei prodotti alimentari e bevande analcoliche sono saliti, sul giugno 2022-giugno 2023, del +11,2% e, sul maggio 2022-maggio 2023, del +11,8%. Infine, i prezzi al consumo delle bevande alcoliche nel confronto giugno 2022-giugno 2023 sono saliti del +7,3%, mentre sul maggio 2022-maggio 2023 hanno segnato un +7,4%.

Insomma, pur se con qualche approssimazione legata agli universi alimentari di riferimento non del tutto omogenei, emerge che i prezzi al consumo delle due famiglie dei prodotti alimentari e
delle bevande sono risultati mese dopo mese, nel 1° semestre dell’anno, in costante accelerazione, a fronte della assoluta stagnazione dei prezzi alla produzione dell’aggregato alimentare industriale. Effetto scorte? Forse, ma quanti mesi può durare? O “pigrizia” nell’adeguare i listini, a ristoro della compressione degli utili subita nel 2022/23 anche dall’ultimo anello della filiera alimentare? Intanto, le vendite alimentari, nei primi cinque mesi dell’anno, sono calate in volume del -4,7% sullo stesso periodo del 2022, mentre sono salite in valore del +7,3%, con un differenziale per effetto prezzi di 12 punti.

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