Il 31 marzo scorso è diventata ufficialmente operativa la Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro che si va ad aggiungere a quelle già esistenti nel settore zootecnico relative a suini, conigli e uova. È la prima del settore agricolo e probabilmente non sarà l’ultima!
Il compito delle CUN è monitorare l’andamento del mercato e fissare i prezzi di riferimento a livello nazionale per specifici prodotti agricoli e zootecnici; l’obiettivo è ridurre le disparità tra le diverse piazze di contrattazione e rendere più trasparenti gli scambi lungo la filiera. Una volta istituita una CUN per un determinato prodotto, le borse merci collegate alle Camere di commercio sono tenute a sospendere le proprie rilevazioni.
Come era già successo per il settore zootecnico, anche per il grano duro non tutti gli attori della filiera concordano su finalità e modalità operative della “nuova” commissione. Le organizzazioni agricole e i cerealicoltori sono nel complesso favorevoli all’istituzione delle CUN; ciononostante, anche all’interno di questi soggetti della filiera non mancano le divergenze riguardo alla composizione e al funzionamento della commissione che settimanalmente redige “prezzi indicativi” franco partenza del “fino alto proteico”, “fino proteico”, “fino” e “convenzionale”, riferiti alle produzioni di Nord Italia, Centro, Sud e Isole.
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