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Trend di sostenibilità del packaging della pasta

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Con l’adozione nel 2018 della strategia europea per la plastica in una economia circolare, la Commissione pone le basi per una nuova economia, dove la progettazione e la produzione della plastica e dei suoi derivati avvengano in modo sostenibile, rispondendo alle esigenze di riduzione, recupero, riutilizzo e riciclaggio, concetti alla base della gerarchia dei rifiuti, dell’economia circolare e cuore pulsante del Green Deal europeo, che contribuirà a raggiungere i Sustainable Development Goals 2030.
Le confezioni dei prodotti alimentari, pasta compresa, rivestono un ruolo fondamentale per gli alimenti, in quanto proteggono il prodotto, ne garantiscono la sua conservazione nel tempo, ne rendono possibile il consumo differito rispetto all’ambiente di produzione e possiedono una fondamentale funzione comunicativa. Il packaging è oggi chiamato a rispondere a nuove esigenze connesse alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Per le imprese alimentari, utilizzare un packaging sostenibile significa riprogettare tutta la filiera di approvvigionamento in modo da ridurne l’impatto ambientale.

L’innovazione cardine di questo contesto risulta essere l’utilizzo di materiali biodegradabili, riciclabili e provenienti da fonti rinnovabili, in primis carta e cartone. È proprio di pochi giorni fa la notizia della vincita dell’Oscar per l’imballaggio 2023 della “blue box”, ovvero il nuovo packaging dei formati classici della pasta Barilla. Niente più finestra in plastica trasparente, confezioni 100% riciclabili e prodotte con cartone proveniente da foreste gestite responsabilmente a testimoniare l’impegno di Barilla in tema di sostenibilità e nello sviluppo di soluzioni volte a ridurre il suo impatto sul pianeta. Sono numerose comunque le “case histories” di successo sul mercato e i percorsi di reingegnerizzazione del packaging intrapresi negli ultimi anni dalle imprese alimentari italiane, produttori di pasta compresi. In linea generale, il motto imperativo a cui ispirarsi è quello del “Reduce, Reuse, Recycle”: ridurre gli scarti, usare materiali riciclati o progettare l’imballo
in modo da poterlo riciclare. Ripercorriamone alcune insieme. Facendo un percorso a ritroso a partire dal 2021, La Molisana ha adottato una tipologia di materiale per il pack che fosse smaltibile nella carta e provenisse da cartiere aderenti al programma di Forest Stewardship Council (FSC). Per proteggere la busta e il prodotto è stato inserito nello strato interno un film plastico dallo spessore sottilissimo che rispetta i parametri per lo smaltimento nella carta e che, in fase di riciclo, viene di nuovo disaccoppiato meccanicamente.

Anche il pastificio Rummo di Benevento dal 2021 ha sostituito i vecchi sacchetti con confezioni che possono essere smaltiti insieme alla carta. Felicia, brand di Andriani Società Benefit, ha presentato al mercato per la prima volta nel 2021 la sua nuova immagine chiara, semplice e fortemente identificativa con un innovativo packaging totalmente riciclabile, ideato da 6.14 Creative Licensing, che presidia gli scaffali dei grandi rivenditori. Il Pastificio Felicetti all’inizio del 2022 ha introdotto un nuovo packaging sostenibile, realizzato in carta 100% cellulosa naturale pura certificata PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) e proveniente da foreste gestite in modo responsabile, sviluppata per garantire elevate prestazioni in termini di resistenza al peso del prodotto e all’azione delle linee di confezionamento, con termosaldatura a base acqua. Felicetti ha inoltre commissionato una ricerca all’Università di Trento per approfondire in che misura l’imballaggio di carta fosse più sostenibile rispetto alla plastica. I ricercatori, dopo un’analisi LCA delle due soluzioni, certificano che la confezione in carta riduce significativamente l’impatto ambientale per le due categorie fondamentali di indicatori: -30% riscaldamento globale, -57% consumo di fonti non rinnovabili. Pasta Armando, il marchio premium del pastificio De
Matteis, coerente con il rispetto per l’ambiente e con la tutela dei valori di sobrietà, essenzialità e rifiuto dello spreco che la connota, dal 2022 ha rivoluzionato il packaging con un materiale certificato FSC totalmente riciclabile nella carta. Nel segno della sostenibilità anche la nuova confezione di Sgambaro, realizzata in carta 100% fibra cellulosica vergine, certificata FSC. Il packaging ha vinto l’ADI Packaging Design Award 2022, assegnato dall’Associazione per il Design Industriale “per l’innovazione, la chiarezza delle informazioni e per l’uso di materiali eco-sostenibili completamente riciclabili”.

Un packaging interamente compostabile frutto di un lavoro di squadra durato quasi tre anni è quello realizzato da Novamont, Gualapack, Ilip e Gruppo Poligrafico Tiberino Novara per il Pastificio Fontaneto. Un’innovazione volta a eliminare i vassoi in plastica sostituendoli con un contenitore riciclabile insieme con la raccolta dei rifiuti umidi. Il progetto ha previsto la sostituzione del tradizionale imballaggio multistrato in plastica con un pack compostabile multicomponente interamente certificato Ok Compost (Tuv Austria), costituito da un vassoio in bioplastica Novamont 100% biodegradabile e compostabile prodotto da Ilip con un film multistrato contenente Mater-Bi prodotto da Gualapack e un’etichetta compostabile realizzata dal Gruppo Poligrafico Tiberino. Entroterra, azienda marchigiana – marchio La Pasta di Camerino, nel 2021 ha lanciato una nuova linea di pasta fresca ripiena e lunga confezionati da un pack riciclabile al 100% e sostenibile: il vassoio è completamente realizzato in carta. Liguori, la pasta biodinamica IGP Gragnano, utilizza un packaging certificato Aticelca 501 riciclabile al 100% in carta. In queste ultime settimane infine
il Pastificio Garofalo presenta il nuovo packaging composto per il 30% da plastica riciclata, ottenuta dal riciclaggio chimico di rifiuti di imballaggio in plastica. L’azienda è la prima nel settore della pasta a utilizzare plastica riciclata ottenuta dal riciclo chimico, processo che permette di ottenere olio di pirolisi dalla decomposizione dei polimeri che compongono i tradizionali rifiuti di imballaggio in plastica, trasformandoli nella materia prima che può essere utilizzata per produrre nuova plastica, equivalente a un materiale vergine. Un processo diverso da quello meccanico utilizzato finora, che apre possibilità di riciclaggio senza precedenti per le frazioni di rifiuti che sono attualmente difficili da riciclare come la plastica da raccolta domestica. Per favorire la transizione ecologica, contrastare gli eventi legati all’inquinamento e allo smaltimento dei rifiuti, anche i produttori di pasta stanno convergendo dunque
verso soluzioni di confezionamento sempre più innovative ed ecosostenibili.

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