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Il metodo canadese dei valori e delle tabelle nutrizionali degli alimenti

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In Canada l’etichettatura nutrizionale degli alimenti è regolamentata dal “Food and Drug Regulations (FDR)”. Un nuovo regolamentato è entrato in vigore il 14 dicembre 2016 ed è stato concesso alle aziende un periodo transitorio di 5 anni per l’adeguamento. A causa dell’emergenza Covid-19, il termine è stato prorogato di un anno, ossia al 14 dicembre 2022. La normativa canadese prevede l’obbligo di riportare in etichetta, oltre al valore energetico (“Calories”), la quantità dei seguenti nutrienti: grassi totali, grassi saturi, grassi trans, carboidrati totali (sottogruppi fibra e zuccheri), proteine, colesterolo, sodio, potassio, calcio e ferro. Alcune novità significative rispetto alla precedente versione normativa riguardano l’eliminazione della necessità di indicare in etichetta la vitamina A e la vitamina C e l’obbligo invece di indicare il contenuto di potassio in quanto è considerato importante ai fini del mantenimento di una corretta pressione sanguigna. Analogamente al metodo americano, la fibra alimentare rappresenta sempre un sottogruppo dei carboidrati. Oltre ai nutrienti indicati possono essere riportati altri elementi presenti nell’alimento, tuttavia per l’ordine di presentazione si può consultare il “CFIA-Canadian Food Inspection Agency’s Industry Labelling Tool” oppure il “Food and Drug Regulations (FDR)”. Il valore energetico e la quantità di nutrienti devono essere riferiti esclusivamente alla porzione (“serving size”) e non a 100 g di alimento come nel sistema europeo.

 

Serving size

La grandezza del serving si esprime utilizzando le unità di misure casalinghe (HM) (cups, tablespoons ecc. e le loro frazioni) seguite da quelle metriche (MM), grammi oppure millilitri. In sintesi si adottano criteri diversi per gli alimenti in monoporzione e per quelli con multiserving. Per consentire un confronto omogeneo per uno stesso prodotto è stato creato il “Table of Reference Amounts for Foods” che stabilisce in base alle categorie di alimenti e alle tipologie di alimenti la grandezza delle porzioni che sono collegate ai “reference amount”.

 

Alimenti monoporzione

Se l’imballo di un alimento contiene meno del 200% del “reference amount”, il serving diventa la quantità totale netta dell’alimento della confezione poiché il consumatore potrebbe consumare l’alimento in una sola seduta.

 

Alimenti multiserving – alimenti che possono essere misurati

Per gli alimenti che possono essere misurati come la pasta, il “reference amount” è 85 g (MM) per tutte le paste, mentre l’operatore indica il numero o frazioni di unità casalinghe “cups” (HM) oppure frazioni della confezione che si avvicinano di più al “reference amount”.

 

 

Alimenti multiserving – alimenti in pezzi oppure divisibili

Nel caso di alimenti in pezzi come i cracker, poiché il “reference amount” è 20 g, il serving size (MM) che si riporta in confezione si deve avvicinare il più possibile a 20 g, mentre il numero di crackers (HM) può cambiare da prodotto a prodotto.

 

Alimenti multiserving – alimenti secondo quantità abitualmente consumate

Nel caso invece di prodotti preconfezionati con più porzioni come ad esempio il pane a fette, il serving riflette ciò che il consumatore in genere consuma, ossia il riferimento è l’unita casalinga (HM) pari a 2 fette, conseguentemente l’operatore indica il peso in grammi (MM) del suo prodotto che si avvicina di più alle 2 fette.

 

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